Da visitare

Scopri i posti più belli da visitare limitrofi alla nostra masseria ed alla città di Ostuni.

Luoghi limitrofi

Ostuni

La città bianca

Arroccata su tre colli, Ostuni sorge nella Valle d’Itria a 8Km dalla costa adriatica su cui sventola la Bandiera Blu.
La magia di Ostuni, la Città Bianca, è legata alla caratteristica colorazione con pittura a calce del borgo antico, una pratica tuttora rigorosamente rispettata dai residenti. Al centro del borgo troneggia la quattrocentesca Cattedrale in stile romanico-gotico.
Lungo via Cattedrale che divide in due il cuore medievale della città, si trova l’ex Monastero carmelitano sede del Museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale dove è esposto il calco di Delia, “la madre più antica del mondo”, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa.
Il centro storico di Ostuni è ricco di costruzioni religiose e civili di grande interesse architettonico come le chiese di San Francesco di Assisi e di San Giacomo di Compostela, il santuario di Sant’Oronzo, il palazzo vescovile, i tanti palazzi nobiliari sparsi nella città.
La festa di Sant’Oronzo é l’evento più atteso e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: è famosa e imperdibile la cavalcata di Sant’Oronzo, un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa che sfila per le vie cittadine a scorta del Santo che liberò la città dalla Peste.

Cisternino

La Valle d'Itria

Cisternino è suggestiva nel suo borgo dove convivono spazi suggeriti da ragioni pratiche dettate dal senso della comunanza e del vicinato. Si tratta di un classico esempio di “architettura spontanea”,dove non ci sono architetti che seguono un piano prestabilito ma rapporti umani da tessere, tra le case imbiancate a calce e i vicoli stretti, tra i cortili ciechi e le scalette esterne, tra gli archi, i balconi fioriti e i vicoletti, tutta la poesia del sud. Nel borgo antico troviamo edifici storici di pregio come la torre e la chiesa che si affacciano sulla piazza. Sulla torre normanno sveva alta 17 metri eretta nel XI secolo dai Normanni si erge la piccola statua di S. Nicola benedicente a cui è dedicata la Chiesa Madre. Sulla attuale facciata ammiriamo le sculture di Stefano da Putignano e il tabernacolo della madonna del Cardellino ambedue in pietra viva. Al di sotto la chiesetta del Purgatorio ove recentemente è stata riscoperta la prima chiesa datata circa anno 1000. Continuando sostiamo ancora davanti al palazzo Vescovile, il Palazzo del governatore, i palazzetti nobiliari delle famiglie Pepe e Cenci, la chiesetta di S. Lucia. Fuori le mura la torre e il Palazzo Amati, la chiesa di S. Cataldo, in stile barocco, la chiesa di S. Quirico. Fuori dal centro abitato ad appena 3 Km il santuario della Madonna di Ibernia i cui festeggiamenti in suo onore si svolgono nel giorno di Pasquetta. Al suo Santuario viene portato in dono ,”il chirrùchele,”un dolce del posto che i fanciulli pagani offrivano a Cibele per propiziarsi la fecondità.
I SANTI PATRONO di Cisternino sono San Quirico e Santa Giulitta festeggiati il 4 agosto.
Da alcuni anni il borgo antico di Cisternino è diventato famoso per le sue macellerie con annesse osterie, dove si può acquistare la carne, farla cucinare sulla brace e consumarla nel locale adiacente o nei posti allestiti lungo le stradine

Alberobello

I Trulli

Nel cuore della Murgia dei Trulli, una graziosa distesa di pinnacoli annuncia Alberobello, con il suo caratteristico centro storico Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Il cuore del paese è interamente composto dai trulli, le originali abitazioni in pietra a secco, imbiancati con calce viva e dal tetto a forma di cono fatto di pietre a vista. Croci, cuori trafitti e simboli zodiacali decorano il tetto di ogni trullo, che conserva intatto il suo mistero.
Anche le chiese ad Alberobello sono a forma di trullo: la Chiesa di Sant’Antonio ha una pianta a croce greca, dove svetta una cupola di 21 metri. Merita una visita anche la Basilica minore dei Santi Medici, che ospita le immagini della Madonna di Loreto e dei santi patroni Cosma e Damiano.

Le Dune Costiere

Il parco

Il Parco naturale regionale Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo è un’ area naturale protetta ubicata nell’ Altosalento, nel territorio di Ostuni e Fasano, entrambi in provincia di Brindisi. Esteso 1.100 ettari e comprende 8 Km di costa con spiagge e dune. I lunghi cordoni dunali, coperti da macchia mediterranea e da rara vegetazione a ginepro, separano dal mare le zone umide dove sfociano sorgenti di acqua dolce alimentate da fiumi sotterranei provenienti dalle Murge. Questi delicati habitat naturali costieri rappresentano punti di sosta per numerosi uccelli migratori nelle loro rotte tra l’ Africa e l’ Europa. Qui troviamo le zone umide di Fiume Grande, Fiume Piccolo e Fiume Morelli con l’ antico impianto di acquacoltura dove ancora si allevano come cent’ anni fa anguille e cefali dorati. Le aree interne del Parco sono occupate da pascoli e oliveti millenari che fanno da cornice a masserie storiche che custodiscono frantoi ipogei medievali. Lungo i fiumi carsici del Parco, le grotte nascoste tra il folto della macchia mediterranea hanno ospitato nei secoli Passati veri villaggi rupestri. Il tracciato dell’antica via Traiana realizzata nel 109 d.C. dall’Imperatore Traiano per collegare Roma a Brindisi, mette insieme questi tesori di storia e natura tra cui il Dolmen di Montalbano del II millennio a.C. Il Parco offre la possibilità di effettuare escursioni in bicicletta, a piedi e a cavallo.

Grotte di Castellana

Le grotte

Le Grotte di Castellana sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di interesse speleologico e turistico, situato nel comune di Castellana Grotte a meno di 500 m. dall’abitato. Sono tra le più affascinanti d’Italia. Si aprono nelle Murge sud orientali a 330 m.s.l.m. Le cavità sotterranee si estendono per una lunghezza di circa 3 chilometri. L’ingresso naturale è rappresentato da un’enorme voragine profonda una sessantina di metri denominata la grave, termine dialettale locale per indicare una grande voragine. Da qui è possibile raggiungere la caverna bianca. Tutto costituito da splendide concrezioni stalattitiche e stalagmitiche e da gallerie intercalate dall’aprirsi di improvviso di stupende caverne. L’itinerario più lungo(3 Km) richiede due ore e si sviluppa tra caverne e voragini a cui sono stati dati nomi mitologici o fantastici, dove è possibile vedere luoghi e formazioni dai nomi più stravaganti come il gruppo stalagmitico dei ciclopi, le Colonne d’Ercole, la Lupa, la Caverna della Civetta, il Presepe, il Duomo di Milano con la sua Madonnina, la Torre di Pisa, il Corridoio Rosso, il Baldacchino, fino alla bellissima Grotta Bianca, l’ultima e più bella caverna del complesso che sorprende per lo splendore dell’alabastro. Un primo tentativo di esplorazione fu realizzato alla fine del XVIII secolo da alcuni giovani del luogo. La scoperta dell’intero sistema di voragini e cavità che compongono il complesso risale al 23 gennaio 1938 ad opera dello speleologo Franco Anelli nell’ambito di una campagna di ricerche speleologiche.

Scavi di Egnazia

Il sito archeologico

Il sito archeologico di Egnazia, inserito in un contesto naturalistico-ambientale, è uno dei più interessanti della Puglia. La città ebbe molta importanza anticamente per la sua posizione geografica; grazie alla presenza del porto e della via Traiana, per via della sua posizione strategica essa fu centro di traffici e commerci.
La storia di Egnazia si snoda tra insediamenti dell’età del bronzo, altre testimonianze di reperti ci riportano all’età del ferro, per arrivare alla fase messapica che cesserà con l’occupazione romana risalente al terzo sec. a.C.

I primi scavi furono effettuati nei primi del novecento.
Il parco archeologico degli Scavi di Egnazia è costituito dai numerosi reperti dell’antica città di Gnathia.
L’acropoli comprende un sistema di portici che si affacciava su una grande piazza irregolare, un centro monumentale formatosi in seguito all’epoca romana sviluppata sulla via traiana, principale arteria cittadina.
Il museo è posto fuori dalle mura.

Zoosafari di Fasano

Lo Zoo

Dalla masseria agriturismo Ostuni De Michele raggiungiamo in pochi minuti lo Zoosafari di Fasano, il più grande parco faunistico d’Italia, che ospita un grandissimo numero di specie animali che possono soddisfare i gusti di tutti gli amanti e curiosi della fauna e che appassionerà e divertirà grandi e piccini. All’interno dello zoo il circuito è percorribile con la propria auto. Un percorso di diversi chilometri in cui vi sembrerà di immergervi in un vero e proprio safari in Africa, alla scoperta di tanti bellissimi animali in assoluta libertà. Eleganti antilopi e zebre, grandissimi elefanti, giraffe e bisonti e ovviamente sua maestà il leone, il re della savana. Il safari continua per visitare piccoli carnivori e uccelli da parco,il lago dei grandi mammiferi, il villaggio delle scimmie, la sala tropicale, la mostra ornitologica. Ovviamente l’ avventura può essere vissuta anche sul metrozoo, un trenino che vi porterà al “Lago dei grandi mammiferi” in cui vivono Orsi bruni, Orsi polari, Foche, Rinoceronti e Ippopotami. Un altro trenino corazzato vi porterà nel villaggio delle scimmie, esperienza assolutamente impressionante. L’avventura continua tra percorsi didattici come la puglia in miniatura e il percorso botanico. Ancora è possibile visitare mostre e musei e godersi uno spettacolo di marionette, per poi concludere la passeggiata nello zoo con uno splendido spettacolo nel delfinario annesso.
Fasanolandia è il parco divertimenti annesso allo zoosafari. Questo parco è ricco di oltre 25 grandi attrazioni che appagano i gusti dei visitatori di tutte le età, alle quali si aggiungono spettacoli di varietà e di illusionismo nel grande teatro polifunzionale.

Lecce

La città

Soprannominata “la Firenze del sud”, Lecce è il capoluogo del Salento. Dalle forti radici messapiche e chiamata Lupiae sotto il dominio romano, la città accoglie con il fasto del suo barocco che fa capolino nei portali dei palazzi e dalle facciate delle tantissime chiese che si snodano lungo le vie racchiuse dalle tre antiche porte di accesso alla città: Porta Rudiae, Porta San Biagio e Porta Napoli.
Denominatore comune dell’esuberanza barocca peculiare della città è la pietra leccese, tanto morbida e friabile che i maestri scalpellini poterono realizzare ricami raffinatissimi che raggiungono l’apice della bellezza nella facciata della Basilica di Santa Croce, per poi continuare nell’abbraccio sacro della spettacolare piazza Duomo dove svetta il campanile e si affacciano il vescovado e il bel palazzo del Seminario.
Forza e imponenza, invece, caratterizzano il suo castello riedificato per ordine di Carlo V su progetto di Gian Giacomo dell’Acaya, mentre l’Anfiteatro Romano adiacente la centrale piazza Sant’Oronzo regala un suggestivo affaccio sulla storia che ha attraversato la città.

Martina Franca

Il paese

Martina Franca è posta all’orlo estremo delle murge dei trulli, nel punto di incrocio tra Taranto, Bari e Brindisi. La vecchia Martina è uno dei pochi centri storici giunto sino a noi attraverso i secoli pressoché intatto. Martina è il trionfo del Barocco, che è ovunque, caratterizzando l’architettura sacra e quella civile, con particolari diversi dall’esempio Leccese. Martina è anche un paese dalle forti tradizioni folkloristiche e gastronomiche. Dal punto di vista culturale, la manifestazione più importante è il festival della valle d’Itria.

Bari

Il capoluogo

È una scoperta affascinante quella della città di Bari, e dei suoi due volti, l’elegante quartiere murattiano e l’ipnotica Bari vecchia, adagiata sull’Adriatico.
Fa da porta alla città vecchia il grandioso Castello Svevo, coronato dai torrioni, un tempo maniero difensivo, poi residenza rinascimentale. Attraversando l’Arco del Pellegrino, si arriva nel cuore della Cittadella Nicolaiana, con la Basilica intitolata al Santo patrono, pregevole esempio di romanico pugliese, e la Cattedrale romanica di San Sabino, dalla cripta in stile barocco.
Sfilano nell’ottocentesca Bari murattiana, palazzi signorili come il Teatro Petruzzelli, il Teatro Piccinni e Palazzo Fizzarotti, mentre il sottosuolo custodisce tesori nascosti, chiese rupestri e ipogei scavati nella roccia, come il Tempio di San Giorgio, l’ipogeo di Madia Diana e l’ipogeo “ebraico”.
Capoluogo della regione, Bari ha un ruolo fondamentale nelle relazioni con i paesi affacciati sul Mediterraneo, grazie alla funzione strategica del porto, dell’aeroporto e della Fiera del Levante. Da non perdere i festeggiamenti di San Nicola, santo patrono, a dicembre e a maggio, con il Corteo Storico della Caravella.

Monopoli

La storia

È annunciata dal profilo del castello e dalle antiche mura, la bella Monopoli, che si specchia nel mare Adriatico.
Le 99 contrade cittadine si allungano su un territorio pianeggiante, che si abbraccia in un colpo d’occhio dallo splendido belvedere di Loggia del Pilato, sulla strada per la Selva di Fasano, una terrazza naturale da cui si domina un paesaggio caratterizzato da masserie fortificate, chiese, insediamenti rupestri e ville.
Monumento simbolo della città è il Castello Carlo V, che ammicca dal promontorio di Punta Penna, oggi sede di mostre e convegni. Le masserie fortificate, ben conservate o restaurate con cura, si trovano nel cuore della marina, nelle basse colline e nell’entroterra pianeggiante. Nelle campagne sorge il Giardino Botanico Lama degli Ulivi, con grotte, chiese rupestri e oltre 2000 specie vegetali mediterranee.
Tra le ricorrenze, le celebrazioni per i Santi Cosma e Damiano, il primo week end di giugno, e la rievocazione dell’approdo della zattera con l’icona della Madonna della Madia, il 14 agosto e il 16 dicembre.

Polignano a Mare

La perla adriatica

Un mare cristallino e la roccia ricamata da cavità impressionanti, scavate dal mare, sono i segni distintivi di Polignano a Mare, conosciuta come la “Perla dell’Adriatico”.
Città natale del cantante Domenico Modugno, divenuto celebre con la sua “Nel blu dipinto di blu”, Polignano affascina con il centro storico ricco di tracce arabe, bizantine, spagnole e normanne, come i resti dei quattro torrioni di difesa che cingevano la parte antica dell’abitato.
Dall’Arco della Porta, un tempo unica via d’accesso al paese, ci si inoltra nel magico borgo, impreziosito dalla Chiesa Matrice duecentesca dedicata all’Assunta. Non può mancare una visita alla Fondazione Museo “Pino Pascali”, allestita nell’ex Mattatoio Comunale, dedicata all’opera del grande scultore e artista pugliese.
Il profilo del litorale, le alte falesie e la costa frastagliata, da Grotta Palazzese a Lama Monachile, del litorale di Polignano uno dei più belli di Puglia, tra calette nascoste e deliziose insenature sabbiose.

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